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Pierluigi: medico, calcio, cucina, figli, musica, viaggi, Mormone.

Ciao, mi chiamo Pierluigi

Chi sono

Sono nato a Taranto nel 1979 da genitori che, senza esercitare eccessive pressioni, mi hanno incoraggiato sin da bambino a perseguire i miei sogni, lasciandomi libero di scegliere. Dopo il liceo ho intrapreso gli studi universitari a Modena dove ho conseguito la laurea in medicina. Mi sono successivamente specializzato in ematologia ed ora mi occupo principalmente di cure domiciliari per malati leucemici. Se, come scrisse Primo Levi, "amare il proprio lavoro costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra", allora posso convintamente affermare di essere un uomo felice, benché non abbia mai considerato la mia professione al di sopra di tutto. Mi sono sposato all'età di 24 anni: entrambi eravamo appena laureati, al verde, ma con tanta predisposizione al sacrificio. Ora mia moglie ed io abbiamo quattro figli e quanto ci basta per condurre una vita serena, senza farci mancare le cose che contano davvero. Amiamo viaggiare e, anche con i bambini molto piccoli, percorriamo ogni estate migliaia di chilometri alla scoperta di nuove mete, specialmente nei Paesi del Mediterraneo. Sono una "buona forchetta" e, complice la passione per i viaggi, sono diventato un estimatore della cucina di mezzo mondo. Faccio il tifo per la squadra di calcio della mia città, il Taranto, di cui sono divenuto piccolo azionista assieme ad un'associazione di tifosi. Ascolto un vasto repertorio di buona musica, esibendomi, quando posso, alla voce e alla chitarra. Sono mormone.

Perché sono mormone

Sono nato quando i miei genitori si erano da poco convertiti alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. All'età di otto anni ho liberamente scelto di farmi battezzare. Ricordo bene il giorno in cui sono stato battezzato e le emozioni che ho provato emergendo dal fonte battesimale, tra le braccia di mio padre. Durante l'adolescenza, quando ho affrontato le prime sfide della vita, ho sentito l'esigenza di partecipare con maggiore assiduità alle riunioni e alle iniziative della Chiesa, costruendo durevoli legami di amicizia con tanti altri coetanei e ponendo le basi per conoscere appieno Gesù il Cristo e il Suo Vangelo. Mia moglie ed io ci siamo sposati in un Tempio Mormone non "finché morte non ci separi" ma "per tutto il tempo e per tutta l'eternità". Sono mormone ma l'eredità che intendo lasciare ai posteri non è racchiusa esclusivamente in questa etichetta. Preferisco considerarmi un figlio di Dio, dotato, al pari dei miei fratelli e sorelle, di un potenziale divino che mi è stato conferito per sviluppare talenti e doni da mettere a disposizione del prossimo. Sono un uomo, con i miei vizi e i miei difetti, ma allo stesso tempo desideroso di acquisire maggior luce e conoscenza per trasformare le mie debolezze in punti di forza. "E se gli uomini vengono a me, mostrerò loro la loro debolezza. Io do agli uomini la debolezza affinché possano essere umili; e la mia grazia basta a tutti gli uomini che si umiliano dinanzi a me; poiché, se si umiliano dinanzi a me, ed hanno fede in me, allora farò in modo che le cose deboli divengano forti per loro". (dal Libro di Mormon, Ether 12:27) Riconosco di essere fragile e desidero trovare equilibrio, guida e coraggio. Ecco perché sono mormone.

Come vivo la mia fede

"La religione pura e senza macchia davanti a Dio e Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni, e conservarsi puri dal mondo". (Epistola di Giacomo 1:27) Pur essendo ben lontano dalla perfezione, mi sforzo di essere un discepolo di Gesù Cristo e di essere quotidianamente impegnato in una buona causa, a partire dalla mia famiglia verso la quale dirigo tutte le mie attenzioni. Ricerco nella Bibbia e nel Libro di Mormon i consigli in grado di guidare me e la mia famiglia alla felicità in questo mondo e nella vita a venire. Attribuisco grande valore alla preghiera e al digiuno. Credo che la fedeltà coniugale sia un valore inestimabile, fonte di protezione e gratificazione. Non fumo e non bevo alcolici, ma non per questo non sono in grado di divertirmi. Mi sforzo di frequentare le riunioni di culto ogni domenica mattina. Presso la mia comunità ricopro periodicamente, su base volontaristica, incarichi di insegnamento e di servizio. In passato, per ben cinque anni, ho avuto l'onore di essere il vescovo della mia congregazione. Non ho mai nascosto la mia fede ad amici e colleghi né ho mai avuto la pretesa di ergermi a custode e depositario della verità assoluta. Ho profonda ammirazione per i fedeli di tutte le religioni e per coloro che pur professandosi atei o agnostici conducono una vita onesta e retta. "Noi crediamo nell'essere onesti, fedeli, casti, benevoli e virtuosi e nel fare il bene a tutti gli uomini. In verità possiamo dire di seguire l'ammonimento di Paolo: crediamo ogni cosa, speriamo ogni cosa, abbiamo sopportato molte cose e speriamo di essere in grado di sopportare ogni cosa. Se vi sono cose virtuose, amabili, di buona reputazione o degne di lode, queste sono le cose noi ricerchiamo" (Joseph Smith ne "Gli Articoli di Fede")