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Francesco: padre, marito, calcio, public affairs, sport, viaggiare, Mormone.

Ciao, mi chiamo Francesco

Chi sono

Professionista delle relazioni istituzionali e presidente di una non-profit che ho fondato con lo scopo di promuovere partnership culturali, accademiche e commerciali tra organizzazioni italiane e dello Utah. Sulla meravigliosa isola di Cipro ho mosso i miei primi passi nelle relazioni istituzionali presso alcune organizzazioni internazionali. Con un background accademico in comunicazione e relazioni internazionali, mi piacciono la lettura, le attività all'aperto, viaggiare. Mi piace fare sport. Ne ho praticati diversi, dalla pallacanestro al football americano, passando per la pallavolo e l'atletica. Attualmente gioco a calcio per una squadra locale in Germania (tanto per mantenermi in forma e tenere a bada il peso). Se lo riavessi, mi divertirei a suonare il pianoforte ma, più di ogni altra cosa, adoro trascorrere del tempo con mia moglie e i miei tre figli, la mie gioie più grandi!

Perché sono mormone

Sono nato e cresciuto in una famiglia Cattolica. Ho frequentato le scuole elementari presso un istituto privato gestito da suore. Ho fatto il catechismo e la Prima Comunione. Durante questo periodo i miei genitori non erano praticanti ma erano felici quando la domenica mattina decidevo di partecipare alla Messa presso la Chiesa vicino casa. In altre parole, devo gran parte della spiritualità di oggi agli insegnamenti ricevuti durante quei primi anni della mia vita. Successivamente, quando mia madre cominciò a ricevere regolarmente i missionari mormoni, cominciai ad apprendere nuove cose. Per la maggior parte, quelle conversazioni non illuminarono la mente di quel bambino che ero allora. Rimasi tuttavia colpito da tre principi in particolare: che ero un figlio di Dio Padre, che Gli somigliavo (avendo Lui un corpo) e che potevo rivolgermi a Lui a parole mie e che Lui mi avrebbe ascoltato e risposto personalmente. Benché fossi a conoscenza del primo grazie agli insegnamenti religiosi ricevuti fino a quel momento, gli altri due rappresentavano un'assoluta novità. Fu sin dalle mie prime preghiere personali che seppi che Qualcuno mi ascoltava e che Dio si interessava a me, individualmente, proprio come un padre s'interessa di suo figlio. Da questa nuova consapevolezza alla mia conversione il passo fu relativamente breve. Da allora si è rafforzata la mia conoscenza del Vangelo, della storia e degli insegnamenti della Chiesa. Ho imparato altre cose... di fatto, vivere il Vangelo significa imparare nuove cose continuamente. Sono felice di appartenere alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Oggi, significa far parte di una grande famiglia mondiale. Ovunque viaggi nel mondo, in ogni congregazione ritrovo e sento lo stesso spirito di amore e fratellanza che sono abituato a sentire nella mia congregazione abituale. Tutto è perfetto? Certo che no, so per certo che ogni fedele della Chiesa fa del proprio meglio per seguire l'esempio di Gesù Cristo.

Storie personali

In che modo hai ricevuto risposta alle tue preghiere?

Prima di tutto, quando prego lo faccio sapendo che le mie parole non cadono nel vuoto ma vengono ascoltate. Per quanto mi riguarda, il modo in cui ricevo le risposte alle mie preghiere non è sempre lo stesso ma ho imparato che non si tratta di un semplice processo "domanda-risposta". Tra le due c'è di mezzo il "fare". A volte ricevo una risposta attraverso la realizzazione di una particolare richiesta. Non sempre succede così. Ho imparato che spesso i miei desideri non sono in linea con ciò che Lui sa essere meglio per me. In questi casi ho bisogno di impegnarmi a capire qual è la Sua volontà. La cosa che tuttavia trovo rassicurante è sapere che il mio Padre celeste desidera solo il meglio per me, anche quando una risposta non dovesse arrivare subito.

Quale tra gli insegnamenti del Salvatore ti ha influenzato di più nella tua vita?

Sicuramente il potere e gli effetti della Sua espiazione nella mia vita. C'è un passaggio in particolare nel Libro di Mormon (Alma 7:11-12) che adoro. Alma, un profeta, ha insegnato che il Salvatore ha sofferto prendendo su di sé e soffrendo "pene e afflizioni e tentazioni di ogni specie" affinché "egli possa conoscere [...] come soccorrere il suo popolo nelle loro infermità." Io oggi so che grazie al Suo immenso sacrificio, Egli è in grado di capire ogni mio stato emotivo e fisico. Non solo, proprio perché ha già preso su di Sé questi dolori e afflizioni, può rendere sopportabile qualsiasi esperienza della mia vita. Devo solo permetterGli di farlo.

Come vivo la mia fede

Per me, far parte della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni significa tante cose. Prima su tutte, cercare di seguire l'esempio di Gesù Cristo, modellare la mia vita sulla Sua. Mi sforzo di cercare di essere un buon membro della mia congregazione, un buon amico ma soprattutto un buon marito e padre. La mia religione mi aiuta a vedere il corso della mia vita da una prospettiva eterna, a non soffermarmi sul momento ma a guardare alle esperienze della mia vita, positive o meno, come a delle opportunità di crescita personale. Infine, sono grato dell'opportunità che mi è stata data di sposarmi al tempio e "suggellare" la mia famiglia per l'eternità. Credo di prendere esempio da mia moglie probabilmente più di quanto lei non possa fare con me. E' la mia consigliera e partner in tutte le questioni di famiglia.