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Alessandro: italiano, italia, uomo, padre, convertito, interprete, Mormone.

Ciao, mi chiamo Alessandro

Chi sono

Sono il più giovane di 3 fratelli. Sono sposato e ho tre bambini, per ora. Sono il responsabile di un ufficio traduzioni. Lavoro sodo, ma passo anche molto tempo con mia moglie e i nostri figli; un giorno lontano da loro è un giorno sprecato, per come la vedo io. La famiglia per me è tutto. È in famiglia che trovo la felicità più grande e la mia fonte di ispirazione. Io e mia moglie amiamo viaggiare, visitare posti nuovi, incontrare nuove persone. I nostri figli hanno già girato parecchio. Sebbene siano ancora piccoli, già parlano correntemente sia l'italiano che l'inglese.

Perché sono mormone

Sono mormone semplicemente perché credo che la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni sia guidata dal Signore Gesù Cristo tramite un profeta vivente, proprio come nell'antichità. Sono cressciuto apprezzando grandemente i principi meravigliosi che mi sono stati insegnati da giovane sia in casa che nella chiesa di cui facevo parte, ma a 18 anni due missionari hanno bussato alla mia porta e mi hanno detto che nel 1820 Dio Padre e il Salvatore Gesù Cristo sono apparsi a un ragazzino che era alla ricerca della vera chiesa di Gesù Cristo. Tramite lui restaurarono la stessa chiesa che Cristo in persona aveva organizzato quando era sulla terra e che si era disintegrata alla morte degli apostoli. Tutto aveva senso, ma non ero sicuro. Ero sorpreso che non avessero provato a convincermi delle loro parole, ma che mi avessero soltanto chiesto di pregare e chiedere direttamente a Dio. Mi ci sono voluti mesi di studio e preghiera, ma poi un giorno mentre ero seduto su un autobus, mi sono reso conto che ciò che mi era stato detto era vero. A una delle fermate è salito un uomo anziano. Dopo aver scambiato qualche parola con il conducente - suo amico - si è messo a girare per l'autobus chiedendo a tutti di mostrargli il biglietto. Si trattava di un uomo anziano che faceva grande tenerezza; dopo la pensione ha trovato un'occupazione altrettanto degna assicurandosi che tutti paghino il biglietto dell’autobus. Ho apprezzato molto la buona volontà dell’uomo, ma poi mi sono chiesto cosa sarebbe successo se avesse trovato qualcuno senza biglietto. Allora che ho capito che sebbene il mondo sia pieno di persone di buona volontà che fanno tanto bene, non sarebbe possibile dare a tutti l'autorità di agire nel nome di Dio, proprio come l'autorità per controllare che la gente paghi il biglietto dell'autobus non può essere data a tutti. Credo con tutto il cuore e la mia comprensione che la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni detenga questa autorità datale da Dio.

Come vivo la mia fede

La mia religione fa parte della mia vita quotidiana. La vita della mia famiglia è centrata su Gesù Cristo e sui Suoi insegnamenti. Preghiamo insieme ogni giorno, leggiamo la Bibbia e il Libro di Mormon, e ogni domenica andiamo in chiesa. Mi sforzo di vivere e mettere in pratica principi cristiani in ogni mia attività. L’osservanza dei comandamenti non è qualcosa che relego alla domenica, ma si tratta di un impegno quotidiano che forgia il mio pensiero e il mio comportamento. Non sono mai stato interessato a promesse di benedizioni e felicità future. Il mio impegno quotidiano è animato dalla rassicurazione che l’osservanza dei comandamenti porta felicità qui ora, oltre che la promessa di benedizioni di cui godere dopo questa vita. Sebbene le prove e le difficoltà non manchino sulla mia strada e su quella della mia famiglia, proprio come ciò è vero per chiunque, so di non essere solo nel mio impegno a superarle. Quando il mondo mi crolla addosso, so di non essere solo sotto le macerie, perché Dio mi aiuta a liberarmi dalle macerie e mi aiuta a mettermi in salvo. Se anche la mia vita finisse oggi, potrei rispondere con coscienza pulita, sapendo di aver fatto del mio meglio.